
Questo cereale prende il nome dal numero di file di chicchi presenti sul tutolo della pannocchia ma è anche conosciuto come “meliga del re” in quanto pare fosse particolarmente apprezzato da Vittorio Emanuele II. La sua coltivazione è stata abbandonata decenni fa a causa della scarsa resa ma grazie alla maestria di coltivatori lungimiranti, avvezzi alle nicchie di mercato, la coltivazione è ripresa rendendolo il mais ad oggi più raro e ricercato.
La coltivazione di questa eccellenza avviene con l’utilizzo di pochissima acqua. Raccolta e sgranata rigorosamente a mano viene poi sottoposta ad essicazione naturale e macinata a pietra riuscendo ad esaltare al massimo la sua dolcezza e la profumazione intensa.
Per chi come me ama la polenta consiglio di provare questa farina straordinaria reperibile nei mulini che trattano questa eccellenza.

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